AFFIDAMENTO ESCLUSIVO DEI FIGLI MINORENNI AL PADRE

Innanzitutto, è opportuno precisare che il concetto di affidamento dei figli (ad uno solo dei genitori o a entrambi) va distinto da quello di collocamento dei figli, attenendo il primo alla sfera delle scelte educative e di maggiore interesse per i figli, il secondo invece riguardante esclusivamente la residenza e la dimora abituale dei figli.

Posto che nel nostro sistema giuridico il regime dell’affidamento condiviso rappresenta la regola, mentre l’affidamento esclusivo è l’eccezione, e ciò in ossequio al diritto alla bigenitorialità, vediamo di seguito in quali casi è possibile (o meglio, opportuno) ottenere l’affidamento esclusivo del figlio minorenne.

In via generale, l’affidamento esclusivo viene disposto dal Giudice quando vi è dimostrazione di un’incapacità (di uno dei due genitori) a provvedere alle responsabilità legate al proprio ruolo di genitore. Pertanto, quando vi è la prova che tale inabilità comporta un pregiudizio al benessere attuale e futuro dei figli minori, il Giudice dispone l’affidamento esclusivo. La scelta tra l’affidamento esclusivo e quello condiviso si basa unicamente sulle fondamentali ed imprescindibili esigenze di cura, educazione, istruzione e sana crescita psico-fisica dei figli. Di conseguenza, nella prassi giurisprudenziale, il convincimento del Giudice per l’affidamento esclusivo, in luogo dell’affidamento condiviso, si fonda sulla inidoneità comprovata a prendersi cura dei figli minori da parte di uno dei due genitori. In via esemplificativa, la giurisprudenza ha riconosciuto l’affidamento esclusivo nel caso in cui non veniva pagato il contributo di mantenimento del minore, configurando una condotta contraria ai doveri di cura ed assistenza del ruolo di genitore; oppure nel caso in cui il genitore non rispettava il regime di visite rendendosi di fatto irreperibile; in altro caso è stato disposto l’affidamento esclusivo ad un genitore poiché l’altro aveva impedito le visite, attuando una vera e propria campagna denigratoria, con l’effetto di determinare nel minore un rifiuto della figura del genitore denigrato, violando così il principio secondo il quale i minori devono avere un rapporto equilibrato e significativo con entrambi i genitori. Sempre per restare agli esempi offerti dalla giurisprudenza, altri tipi di condotte che hanno determinato l’affidamento esclusivo sono i casi in cui il genitore sia aggressivo verso i figli; oppure i casi in cui il genitore faccia uso di sostanze stupefacenti; o infine quando il genitore attui uno stile di vita frenetico e stressante per i figli che non tenga conto delle loro esigenze e delle loro tempistiche.

Nella maggior parte dei casi il Tribunale propende, in caso di affidamento esclusivo, all’affidamento alla madre, tuttavia, recentemente la giurisprudenza ha modificato questa tendenza: infatti è ben possibile che il Giudice possa disporre l’affidamento esclusivo al padre. Nella prassi si assiste infatti a una crescente attenzione nei confronti dei diritti paterni, anche sulla scorta della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo “perché l’Italia non è in grado di tutelare la potestà genitoriale vedendo sempre ed esclusivamente come vittime i padri separati dai propri figli” (CEDU, sez. II, sentenza 29 gennaio 2013 (Pres. Jočienė), Affaire Lombardo c/ Italia).

In questa propensione, ad esempio, i Giudici hanno disposto l’affidamento esclusivo al padre ove dimostrato che la madre avesse una personalità manipolativa tale da allontanare i figli dal padre (c.d. alienazione parentale), determinando un impedimento nella formazione del rapporto padre- figlio, riconosciuto dall’art. 337 quater c.c. (ex multis Cassazione civile sez. VI, 07/12/2010, n.24841: madre responsabile di calunnia nei coermano che è legittimo l’affidamento esclusivo al padre se la madre si dimostra inadeguata a svolgere il proprio ruolo, nel quale rientra anche il consentire ai figli di avere normali e significativi rapporti col padre. Ancora in Tribunale Cosenza sez. II, decreto del 29/07/2015, n.778, di fronte a una personalità manipolativa della madre i giudici così si esprimono: “Si tratta di condotte che, complessivamente valutate, convincono il Collegio della assoluta inidoneità [della madre] ad occuparsi dei figli minori che gestisce ed utilizza in base alle sue esigenze ed alle proprie convinzioni, senza mostrare alcun rispetto per il loro diritto a coltivare il rapporto con l’altro genitore da cui invece tenta di allontanarli, anche fisicamente” pertanto “I minori (…) devono essere, quindi, affidati in via esclusiva al padre. (…) infatti, a differenza [della madre] ha dimostrato durante tutto il corso del presente procedimento, di voler tutelare in via primaria l’interesse dei figli a vivere e crescere serenamente, affidandosi ai consigli ed alle soluzioni proposte dagli esperti (assistenti sociali, perito e Tribunale) anche se queste andavano spesso a suo discapito”.

Altro caso di affidamento esclusivo al padre è stato disposto in ipotesi di madre anaffettiva, tanto da risultare disinteressata verso i figli e da pregiudicarne lo sviluppo: era stato provato in giudizio come questo comportamento avesse provocato un disagio sociale e psicologico del figlio. Un ulteriore caso pratico in cui è stato disposto l’affidamento esclusivo al padre ha riguardato la fattispecie in cui la madre aveva avuto una conversione religiosa pregiudizievole per il minore il minore. Di rilievo è anche la decisione assunta dalla Corte di Cassazione, con sentenza n. 26122/2013, che ha disposto l’affidamento esclusivo al padre vista l’instabilità affettiva della madre, la quale aveva intrattenuto una serie di relazioni amorose non durature da cui erano nati più figli con uomini diversi.

In un caso però la decisione dell’affidamento esclusivo al padre è stata presa a prescindere dalla inadeguatezza della madre, ad esempio, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 18867/2011, ha deciso per l’affidamento della figlia al padre, non per carenze o incapacità della madre, ma per il desiderio manifestato dalla piccola di voler stare con il papà. Nel caso di specie poi sono stati incaricati i servizi sociali territorialmente competenti di tentare il riavvicinamento tra madre e figlia.

La domanda di affidamento esclusivo può essere avanzata in sede di separazione personale tra coniugi, sia essa consensuale o giudiziale; può altresì essere presentata dopo la separazione, con un ricorso ad hoc chiedendo al Giudice la modifica delle condizioni di separazione. Infine, anche nella causa di divorzio, ovvero dello scioglimento definitivo di ogni vincolo fra i coniugi, si può chiedere la modifica del regime di affidamento dei figli.

Va infine evidenziato che l’affidamento esclusivo ad uno solo dei genitori, trattandosi della eccezione alla regola generale dell’affidamento condiviso, viene disposto dal Giudice in sede processuale, dopo un’attenta valutazione del caso specifico, con l’eventuale ausilio di consulenti tecnici (medici, psicologi, ecc.), dopo un accurato vaglio delle prove offerte in giudizio (prove documentali e testimoniali), e solo ove risulti che l’affidamento condiviso sia pregiudizievole per i figli.

Il bene dei figli minorenni è sempre il criterio portante ed il fine ultimo di ogni decisione in materia di famiglia.

 

 

 

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