L’acquisto della cittadinanza italiana

L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA IL C.D.  STATUS CIVITATIS ITALIANO

 

La disciplina riguardante l’acquisto della cittadinanza italiana da parte degli stranieri è contenuta nella legge del 5 febbraio n.91 del 1992 e successive leggi a sua integrazione, come la legge n. 379 del 2000 relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana a favore delle persone nate e che risiedevano nell’ex Impero austro-ungarico e ai loro discendenti, e la legge n. 124 del 2006, relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e ai loro discendenti. Con il decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113 (cd. decreto sicurezza), convertito dalla legge n. 132/2018 in vigore dal 4 dicembre 2018, la normativa in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza italiana ha subito delle modifiche. Nello specifico, la nuova legge estende a 48 mesi il termine per la conclusione dei procedimenti per il riconoscimento della cittadinanza (per matrimonio e naturalizzazione). Tale termine si applica anche ai procedimenti di richiesta della cittadinanza in corso; inoltre ha riconosciuto come requisiti necessari il possesso del certificato di lingua italiana di livello B1 e il possesso della ricevuta di versamento del contributo non più di euro pari a 200 ma di euro 250. Oltre a ciò tale legge riconosce come altra causa di revoca della cittadinanza l’aver subito condanna per i reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di  procedura penale, nonché per i reati di cui agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del codice penale.

Secondo legge è cittadino italiano per nascita colui che ha padre e madre cittadini italiani, acquisendo così la cittadinanza iure sanguinis. Anche chi è nato nel territorio italiano da genitori apolidi o ignoti ovvero il figlio che non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello stato al quale essi appartengono è cittadino italiano (acquisendo la cittadinanza iure soli). È riconosciuta la cittadinanza italiana al minore che venga adottato da cittadini italiani (acquisto della cittadinanza iure sanguinis); ma se l’adozione viene meno per un fatto imputabile all’adottato, questi perde la cittadinanza sempreché sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti, mentre negli altri casi di revoca dell’adozione la cittadinanza italiana permane in capo all’adottato. Si diviene cittadini italiani, anche, quando il padre o la madre o gli ascendenti in linea retta sono stati cittadini italiani per nascita. Per di più viene precisato che lo straniero nato in Italia che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età può diventare cittadino italiano se dichiara la volontà in tal senso entro un anno dal raggiungimento dei 18 anni. È previsto il caso in cui lo straniero fa richiesta di acquisto della cittadinanza italiana per aver contratto matrimonio con un cittadino italiano. Tale disciplina viene riconosciuta anche alle unioni civili tra persone dello stesso sesso ai sensi dell’art. 1, comma 20 della Legge 20 maggio 2016, n. 76 ” Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze “. In questo caso sono necessari 2 anni di matrimonio se residenti in Italia mentre se residenti all’estero sono necessari 3 anni di matrimonio. Inoltre se dall’unione tra i coniugi sono nati uno o più figli questi termini vengono dimezzati. Pertanto è pari ad un anno se residenti in Italia mentre se residenti all’estero è pari ad un anno e mezzo. In questi casi la cittadinanza viene riconosciuta dal Prefetto della provincia di residenza del richiedente. Se, nel periodo che va dalla presentazione della domanda di cittadinanza per matrimonio fino all’adozione del decreto, il matrimonio viene annullato o sciolto o sussiste una separazione o divorzio o cessazione degli effetti civili del matrimonio ovvero in caso solo di separazione di fatto non è possibile ottenere la relativa cittadinanza italiana poiché una delle condizione imprescindibile del matrimonio è proprio la convivenza. Inoltre ai sensi dell’art. 6 della Legge n. 91/1992 le condanne per delitti non colposi per i quali la legge prevede una pena non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione impediscono l’acquisto della cittadinanza. Ciò si applica anche in caso di patteggiamento. Solo nel caso della concessione della riabilitazione gli effetti ostativi al riconoscimento della acquisizione della cittadinanza italiana cessano. Viene trattato anche dell’acquisto della cittadinanza italiana per residenza sul territorio italiano, la quale deve essere ininterrotta vale a dire che non deve esserci alcun tipo di interruzione della residenza sul territorio italiano poiché in caso contrario non sussiste il relativo requisito essenziale per l’acquisto della cittadinanza. In particolare per gli stranieri di appartenenza a paesi extra Ue, la permanenza sul territorio deve essere di minimo 10 anni, mentre per gli stranieri appartenenti ai paesi Ue è minimo di 4 anni mentre i rifugiati politici o apolidi per poter chiedere la cittadinanza italiana devono essere residenti in Italia da 5 anni dal momento in cui c’è stato il riconoscimento dello status di rifugiato politico o di apolide da parte dell’organo apposito. Per i maggiorenni nati in Italia la residenza deve essere di 3 anni; i maggiorenni adottati da cittadini italiani devono essere residenti in Italia da 5 anni dalla sentenza di adozione; per i figli maggiorenni di naturalizzati italiani la residenza deve essere di 5 anni dal giuramento dei genitori mentre per gli stranieri che hanno prestato servizio alle dipendenze dello stato devono essere residenti da 5 anni.

I documenti necessari ed imprescindibili, che si devono avere nel caso in cui si voglia fare richiesta di acquisizione della cittadinanza italiana, in particolare per l’art.5 e l ‘art 9 e quindi la cui mancanza, anche solo di uno di essi, impedisce l’acquisizione della cittadinanza italiana. Tali documenti sono i seguenti: il certificato di nascita originale e sua traduzione con relative legalizzazioni ( ovviamente non richiesto per i nati in Italia se la nascita è stata regolarmente registrata in Italia); il certificato penale originale e relativa traduzione con legalizzazioni sia del paese d’origine che di paesi terzi di residenza; la ricevuta di versamento del contributo obbligatorio pari ad euro 250; inoltre dal 4 dicembre 2018 è obbligatorio presentare il certificato di conoscenza della lingua italiana livello B1 (quindi se muniti di una certificazione di livello inferiore la richiesta di cittadinanza italiana non è ammessa). Una volta emanato il decreto di concessione della cittadinanza, se l’individuo a cui si riferisce non presta giuramento di fedeltà e osservanza della Costituzione italiana e leggi dello Stato entro i sei mesi successivi dalla notifica dello stesso, esso non ha effetto.

Attualmente si parla molto di cittadinanza europea, la quale non è uno status che viene acquisito in quanto ogni cittadino di uno stato membro dell’Ue è automaticamente e al contempo cittadino del paese d’origine e cittadino europeo. I diritti che ne conseguono sono i seguenti: la libertà di circolazione e di soggiorno su tutto il territorio Ue; il diritto di votare e di essere eletto alle elezioni comunali e del parlamento Ue nello Stato in cui si è residenti; la tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi stato membro in un paese terzo nel qual lo Stato di cui la persona in questione ha la cittadinanza, non è rappresentato; il diritto di presentare petizioni e ricorsi rispettivamente al parlamento europeo e mediatore Ue.

Dott.ssa Fabiola Fiorini

 

 

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