Rimessa alle Sezioni Unite la questione del legittimo impedimento del difensore per motivi di salute: obbligo di nominare un sostituto?

Gli Ermellini rilevano che sul punto sussiste un contrasto tra le sezioni penali della Corte:

1) Un primo orientamento afferma che in tema di impedimento del difensore, l’obbligo di nominare un sostituto, ex art. 102 c.p.p., sussiste anche quando l’impedimento dedotto sia costituito da serie ragioni di salute dello stesso difensore.

L’ art. 420 ter c.p.p., infatti, non pone alcuna distinzione in ordine alle ragioni dell’impedimento, di talchè, anche quando attenga a ragioni di salute del difensore, non vi è alcune ragione per la quale ritenere quest’ultimo esonerato dall’obbligo di nominare un sostituto processuale.

2) Un diverso indirizzo interpretativo, ha viceversa affermato che l‘onere di fornire specifica ragione dell’impossibilità di nominare un sostituto, ai sensi dell’art. 102 c.p.p. non sussiste allorquando l’impedimento dedotto sia costituito da serie ragioni di salute dello stesso difensore, comunicato al giudice e debitamente documentato, a meno che si tratti di impedimento, ancorchè non evitabile, prevedibile.

In base a tale interpretazione, l’onere de quo grava sul difensore quando questi esercita una scelta tra un impegno professionale ed un altro, mentre nei casi di forza maggiore una simile pretesa non avrebbe senso e ragione.

Alla luce del suddetto contrasto, quindi, la sezione ha ritenuto di dovere rimettere alle Sezioni Unite la questione “se sussiste per il difensore l’obbligo di nominare un sostituto,ex art. 102 c.p.p., ovvero indicare le ragioni che un tanto non consente, per il difensore, anche quando l’impedimento legittimo dedotto sia costituito da ragioni di salute“. Ordinanza 6220 del 15.2.2016.

 

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