AVVOCATO

Letizia Quintiliani

Esperienza Professionale

Avv. Letizia Quintiliani. Laureata con ottimi voti all’Università La Sapienza di Roma, ha intrapreso da subito la carriera forense. Correva l’anno 2000.
Nel corso della professione ha acquisito particolare esperienza nel diritto civile e nel diritto penale.

Nel diritto civile ha approfondito specifiche materie quali le problematiche relative alla famiglia (separazione, divorzio, affidamento figli, contratti pre-matrimoniali, contratti di convivenza); al risarcimento del danno (sia esso derivante da inadempimento contrattuale, sia a seguito di incidenti stradali o errori medici); al recupero crediti (azioni esecutive e trattative stragiudiziali); alle locazioni (redazione di contratti personalizzati, sfratti, morosità e finite locazioni, occupazione abusiva di immobili); alla gestione e trasferimento d’azienda (attività commerciali e imprenditoriali).
Nel diritto penale prevalentemente si occupa di reati contro la persona e contro il patrimonio: nella casistica spiccano casi di omicidio e lesioni personali; maltrattamenti in famiglia; stupefacenti; reati informatici; reati di ingiuria e diffamazione a mezzo facebook e social network, diritto e processo minorile. Segue personalmente ogni pratica, avvalendosi del supporto di validi collaboratori (avvocati e giuristi) nonché dell’ausilio di professionisti esterni (psicologi, criminologi ecc.) In ossequio al principio secondo cui la giustizia è un bene assoluto, un diritto di ogni essere umano e come tale deve essere accessibile a tutti, offre assistenza giudiziale e stragiudiziale in favore dei non abbienti con il patrocinio a spese dello Stato, “Essere avvocato non è un lavoro ma una missione di vita: questo è il motore vincente nella mia professione.”

Che vuol dire «grande avvocato»?
Vuol dire avvocato utile ai giudici per aiutarli a decidere secondo giustizia, utile al cliente per aiutarlo a far valere le proprie ragioni.
Utile è quell’avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l’udienza con la sua invadente personalità, che non annoia i giudici con la sua prolissità e non li mette in sospetto con la sua sottigliezza: proprio il contrario, dunque, di quello che certo pubblico intende per «grande avvocato».
(Piero Calamandrei)