Tra depenalizzazione e prescrizione

E’ noto che nel nostro paese gran parte dei processi penali  non arriva ad una condanna definitiva ed i reati si estinguono per prescrizione, spesso già nel primo grado di giudizio, o comunque in appello o in Cassazione.

Inoltre con la recente depenalizzazione sono state cancellate dal nostro ordinamento numerose fattispecie criminose. Taluni reati sono stati abrogati ed altri sono stati trasformati in illeciti amministrativi. Tuttavia, tale normativa non sempre è più vantaggiosa per il reo. La rilevanza civilistica del risarcimento del danno e le pesanti sanzioni amministrative, possono essere notevolmente svantaggiose rispetto alla prescrizione che estingue il reato.

Qual è la normativa applicabile in ipotesi di un reato prescritto e depenalizzato?

Con la sentenza resa il 18 marzo 2016, la Corte di Appello di Salerno ha affrontato l’interessante questione relativa al rapporto tra depenalizzazione della fattispecie incriminatrice e prescrizione del reato: nel caso di specie, l’imputata era stata condannata in primo grado in ordine ai reati di contrabbando (per un quantitativo di 7,880 kg. di TLE) e della correlativa evasione iva dovuta per l’importazione. La Corte di Appello, in riforma della prima sentenza,ha dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione, pur essendo stati i reati depenalizzati nelle more. Dopo aver premesso che le fattispecie contestate rientravano nella sfera applicativa del d.lg. n. 8 del 15 gennaio 2016 (che insieme al d. lg. n. 7, sempre del 15 gennaio 2016, ha disposto la depenalizzazione di taluni reati, interni ed esterni al Codice penale), i giudici del gravame hanno rilevato che la causa estintiva della prescrizione era maturata nel caso di specie prima dell’entrata in vigore della legge di depenalizzazione, per cui il proscioglimento per estinzione dell’illecito in tal caso risulta in concreto più favorevole rispetto alla declaratoria che il fatto non è previsto dalla legge come reato, posto che per effetto di tale pronuncia la condotta rimarrebbe pur sempre punibile in sede amministrativa. Viceversa, ha aggiunto la Corte, con un articolato ragionamento che appare senz’altro condivisibile, se la causa estintiva sopravviene alla depenalizzazione del fatto, il giudice deve dichiarare che questo non è più previsto dalla legge come reato, essendosi verificata in primis la “decadenza della giurisdizione” che inibisce ogni diversa pronuncia.

libertà

Related Post

Leave us a reply